Il tipo di pasta più adatta alla dieta

pasta-di-soiaUn errore che spesso di fa quando si inizia ad accumulare del peso in esubero è quello di abolire del tutto i carboidrati e tra questi la pasta. Questo modo di agire è sbagliato e potenzialmente nocivo per la salute. Eliminare i carboidrati dall’alimentazione implica infatti incorrere in pericolosi cali di energia e comunque seguire una dieta squilibrata. È pur sempre vero però che la pasta, in un regime dietetico ipocalorico, va comunque consumata in piccole quantità. Ma esistono delle qualità di pasta più adatte a mantenere la linea? Pare proprio che in effetti sia così. Vediamo quali sono più nel dettaglio:

Una pasta molto dietetica e sana è quella di riso. Questo tipo di pasta, utilizzata soprattutto in oriente, ha un sapore pressoché identico a quella ottenuta dalla lavorazione del grano duro. Le fibre del riso però sono idrofile e quindi aumentano ed accelerano il senso di sazietà. La sua composizione, carente in glutine, ne fa un alimento adatto anche ai celiaci. Più digeribile e meno calorica rispetto alla pasta normale questo prodotto è adatto a chi ha necessità di dimagrire e ha anche delle difficoltà digestive. Va comunque evitata se si soffre di diabete.

Altra pasta poco calorica è la pasta integrale. Questo prodotto, ricco in fibre, aiuta l’intestino a mantenersi in salute e migliora la digestione. La sua particolare composizione offre all’organismo anche la possibilità di rifornirsi di preziosi antiossidanti. Usare soltanto la pasta integrale però ha lo svantaggio di ridurre la capacità dell’individuo di assorbire e fissare dei minerali fondamentali per la salute; è bene quindi alternare questo tipo di pasta alle altre qualità presenti in commercio

Abbiamo poi la pasta di soia. Questa tipologia di pasta ha caratteristiche molto simili a quelle della pasta di riso. Anch’essa è priva di glutine, ma in quanto ottenuta dalla soia aiuta a combattere il colesterolo. Pare inoltre che il consumo di questa qualità di pasta si possa rivelare utile per fronteggiare l’osteoporosi e la scarsa produzione di ormoni femminili.

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